Il nastro di Moebius

Il nastro di Moebius

Abbiamo curato l’identità visiva del ciclo di incontri Il nastro di Moebius. Dialoghi fra scrittori e fumettisti. Sei incontri per esplorare il dialogo tra linguaggi diversi che interagiscono su un unico piano, senza dover attraversare confini, proprio come se si muovessero sul nastro di Moebius.

Come. Abbiamo dato un volto (e due occhi) a questo singolare connubio di linguaggi, riferimenti, suggestioni.​
Cosa. Immagine coordinata.
Cliente. Genius Bononiae, Bologna (IT).
Anno. 2012.

“Le superfici ordinarie, intese come le superfici che nella vita quotidiana siamo abituati ad osservare, hanno sempre due “lati” (o meglio, facce), per cui è sempre possibile percorrere idealmente uno dei due lati senza mai raggiungere il secondo, salvo attraversando una possibile linea di demarcazione costituita da uno spigolo (chiamata “bordo”) [...]. Nel caso del nastro di Moebius, invece, tale principio viene a mancare: esiste un solo lato e un solo bordo. Dopo aver percorso un giro, ci si trova dalla parte opposta. Solo dopo averne percorsi due ci ritroviamo sul lato iniziale. Quindi per esempio si potrebbe passare da una superficie a quella “dietro” senza attraversare il nastro e senza saltare il bordo ma semplicemente camminando a lungo.” (Wikipedia).

Il nastro di Moebius
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